Breve storia dell’Unione europea

Per secoli l’Europa è stata teatro di frequenti e sanguinosi conflitti. Tra il 1870 e il 1945 Francia e Germania si sono scontrate tre volte, causando terribili perdite di vite umane e, prima di attuarsi in un vero e proprio progetto politico e di divenire un obiettivo permanente della politica di governo degli Stati membri, l’idea d’Europa era patrimonio di una cerchia ristretta di filosofi e di idealisti. Grazie alle idee scaturite dai movimenti di resistenza ai totalitarismi, durante la seconda guerra mondiale, affiorò il concetto di un’organizzazione del continente in grado di superare gli antagonismi nazionali e alcuni leader europei si convinsero che l’unico modo per garantire una pace durevole tra i loro paesi era unirli economicamente e politicamente.  Nel corso della storia sono stati molti gli uomini che hanno sognato un’Europa unita, da Carlo Magno a Machiavelli, da Luigi XIV a Napoleone. Ci sono personaggi del passato che con le loro idee hanno contribuito a far nascere l’Unione dei popoli europei. Tra questi personaggi ricordiamo gli italiani: Giuseppe Mazzini (1805 – 1872) che affermava la necessità “della solidarietà umana e della fratellanza tra i popoli…”, Carlo Cattaneo (1801 – 1869): sosteneva che fosse necessario unire “nazioni libere per realizzare un’Europa Libera ed Unita…” e, più vicino ai giorni nostri Altiero Spinelli, con il suo progetto federalista basato sul dialogo e su un rapporto di complementarità fra i poteri locali, regionali, nazionali ed europei. Ma, nonostante gli abitanti dell’Europa fossero veramente provati da tante sofferenze, una nuova possibile guerra era alle porte: le relazioni tra Francia e Germania, nemici storici, rimanevano ancora compromesse e sul continente gravava la minaccia di un nuovo conflitto fra paesi occidentali e paesi dell’est.  Come si potevano evitare gli errori del passato? Da dove cominciare e soprattutto come? Come stabilire un legame fra i due paesi e ricongiungere ad essi tutti i Paesi liberi d’Europa per costruire insieme un destino comune? Con una grande idea, nuova nello spirito, negli ideali, nei contenuti, nella forma… La grande idea, il sogno era proprio l’EUROPA!!! Solamente dopo la seconda guerra mondiale, e precisamente nel 1949, gli stati europei istituiscono il Consiglio d’Europa e si accordano stipulando la prima Convenzione europea dei diritti dell’uomo, ove si affermano i diritti inviolabili dei singoli cittadini. Il Consiglio d’Europa fu la prima organizzazione europea ad essere istituita e si assunse il compito di difendere i diritti dell’uomo, la democrazia parlamentare e il principio di legalità, allineare le normative in materia sociale e promuovere la consapevolezza della comune identità europea.


9 Maggio 1950:  Dichiarazione Shumann

Pochi sanno, però, che è il 9 maggio 1950 la data di nascita dell’Europa comunitaria, proprio quando lo spettro di una terza guerra mondiale angosciava tutta l’Europa. Presso la sede del Ministero degli Esteri, venne presentata alla stampa la dichiarazione redatta da Robert Schuman, Ministro francese degli Affari Esteri, in collaborazione con il suo amico e consigliere, Jean Monnet, che, insieme, diedero un’idea dei propositi ambiziosi della stessa. Proponendo alla Germania e agli altri paesi che volessero partecipare di creare una comunità di interessi pacifici, Schuman compiva un atto storico: tendendo la mano agli avversari della guerra da poco finita, fece tacere i risentimenti da essa provocati, azzerava l’incubo del passato, e avviava altresì un processo totalmente nuovo nell’ordine dei rapporti internazionali, proponendo a nazioni secolari di ritrovare insieme, con l’esercizio comune della loro sovranità, l’influenza che ciascuna di esse appariva ormai impotente ad esercitare da sola. L’Europa comunitaria, che da allora si sta costruendo giorno per giorno, ha rappresentato il grande progetto del XX secolo ed è oggi la nuova speranza per il secolo appena iniziato. Una panoramica storica sui cinquant’anni di integrazione europea dimostra che l’Unione europea rappresenta un successo storico. Paesi una volta rivali, alcuni devastati dai massacri più spaventosi che questo continente abbia mai conosciuto, oggi condividono una stessa moneta, l’euro, e gestiscono i propri interessi economici e commerciali nel quadro di istituzioni comuni.

18 aprile 1951: Firma del Trattato di Parigi che istituisce la Comunità europea del carbone e dell’acciaio (CECA)

La proposta della sua creazione, annunciata da Schuman nel 1950, fu rapidamente accettata da sei paesi (è la cosiddetta “Comunità dei sei”): Belgio, Francia, Italia, Repubblica federale tedesca, Lussemburgo e Olanda, i che ratificarono il trattato in meno di un anno. Entrò in vigore il 25 luglio 1952 ed è scaduto cinquant’anni dopo, il 23 luglio 2002 (al carbone e dell’acciaio si applica adesso il diritto comune del trattato CE). Il trattato di Parigi è considerato il precursore del Trattato di Roma, fondatore della Comunità Economica Europea.


27 maggio 1952 – Firma del trattato per l’istituzione della Comunità europea di difesa (CED)

Il modello CECA esercitò la sua prima influenza nel settore militare. Infatti, in seguito allo scoppio della guerra in Corea, che aumentò il timore di una sempre più profonda divisione del mondo in due blocchi contrapposti, prese vita il progetto di una Comunità militare europea sul modello della CECA. Tale progetto, che prevedeva l’istituzione di una Comunità europea di difesa (CED), incontrò numerose difficoltà soprattutto per il contrasto legato al riarmo della Germania, ostacolato dalla Francia e favorito dagli Stati Uniti, nel quadro della ricostruzione della efficienza militare occidentale. Il trattato per l’istituzione della CED venne firmato il 27 maggio 1952 e, in attesa della ratifica da parte dei Parlamenti nazionali, i compiti previsti dall’art. 38 vennero affidati all’Assemblea della CECA. Tuttavia, sia per la mancata ratifica da parte del Parlamento francese, malgrado le pressioni statunitensi, sia per le ostilità della Gran Bretagna, contraria a qualsiasi accordo continentale a sei che la escludesse, il progetto CED non trovò possibilità di attuazione. In ogni caso l’esperienza positiva della CECA e il crescente entusiasmo dell’opinione pubblica europea  intorno ai primi dibattiti su un progetto relativo all’istituzione di un mercato comune, diedero nuovo slancio al processo di integrazione.


1-3 giugno 1955 – Conferenza di Messina

Fu una riunione interministeriale dei sei stati membri della CECA. Parteciparono alla conferenza i ministri degli esteri dei sei paesi, Gaetano Martino per l’Italia, Jan Willem Beyen per l’Olanda, Antoine Pinay per la Francia, Joseph Bech per il Lussemburgo, Walter Hallstein per la Repubblica Federale Tedesca e Paul-Henri Spaak per il Belgio. La conferenza, iniziata in un clima non particolarmente felice per la recente bocciatura da parte del Parlamento francese dell’accordo sulla CED (Comunità Europea di Difesa), proseguì non senza qualche difficoltà nei primi due giorni dei lavori, ma sorprendentemente il terzo giorno, alla conclusione della conferenza venne resa nota quella che viene conosciuta come Dichiarazione di Messina (ovvero Risoluzione di Messina), attraverso la quale i sei paesi enunciavano una serie di principi e di intenti volti alla creazione della Comunità Europea dell’Energia Atomica (o Euratom) e di quella che diverrà, nel volgere di due anni con la firma dei Trattati di Roma del 1957, il Mercato Europeo Comune (MEC, poi CEE e quindi Unione Europea). Spesso nei momenti difficili dei rapporti tra gli stati membri dell’Unione Europea è stato volto lo sguardo e l’attenzione verso quello spirito, lo spirito di Messina, che animò la conferenza ed i padri fondatori della Comunità Europea che a quella conferenza parteciparono.


25 marzo 1957:  Trattati di Roma (CEE ed EURATOM)

La CECA fu un tale successo che, nell’arco di pochi anni, gli stessi sei paesi decisero di compiere un passo successivo, integrando altri settori delle proprie economie. E così il 25 marzo 1957 viene firmato a Roma il trattato istitutivo della Comunità Economica Europea (CEE). I 6 Paesi si uniscono nel Mercato comune europeo (Mec). Il loro scopo è quello di realizzare un’integrazione economica tra i paesi membri, caratterizzata dall’eliminazione delle barriere amministrative, doganali e fiscali che ostacolavano la libera circolazione delle merci, e di proteggere i paesi più deboli.  La cerimonia si tenne solennemente in Campidoglio, nella sala degli Orazi e Curiazi del Palazzo dei Conservatori, la stessa dove il 29 ottobre 2004 i rappresentanti degli allora 25 Paesi membri dell’Unione Europea (oggi 27) hanno firmato la Costituzione per l’Europa. Il Trattato di Roma prevedeva l’istituzione di:

  • Un’Alta Autorità (poi Commissione europea), con compiti esecutivi e di iniziativa legislativa;Un Consiglio dei Ministri (poi Consiglio europeo), che approva e promulga gli atti legislativi e decide gli orientamenti delle politiche da seguire deliberando all’unanimità o a maggioranza;
  • Una Corte di Giustizia, giudice nelle controversie relative alle politiche affidate alla CEE e interprete delle norme del Trattato.
  • Inoltre, prevedevano l’istituzione dell’Assemblea parlamentare europea, (poi Parlamento europeo) composta da 142 deputati nominati dai parlamenti dei sei paesi membri della Comunità. La sessione costitutiva di questo organo, avente a quel tempo solo funzioni consultive, si tenne a Strasburgo il 19 marzo 1958, sotto la presidenza di Robert Schuman. Soltanto nel 1962, l’Assemblea avrebbe assunto il nome di Parlamento europeo e, solo nel 1979, si sarebbero svolte le prime votazioni a suffragio universale diretto per l’elezione dei suoi membri.

Questo trattato aveva i seguenti obiettivi:

  • L’eliminazione dei dazi doganali tra gli Stati Membri;
  • L’istituzione di una tariffa doganale esterna comune;
  • L’introduzione di politiche comuni nel settore dell’agricoltura e dei trasporti;
  • La creazione di un Fondo Sociale Europeo;
  • L’istituzione della Banca Europea degli Investimenti;
  • Lo sviluppo della cooperazione tra gli Stati Membri.

Per raggiungere questi obiettivi il trattato pone alcune linee guida e definisce il quadro per l’attività legislativa delle istituzioni comunitarie, in particolare riguardo alla politica agricola comune (articoli 38-43), la politica dei trasporti (articoli 74-75) e una politica commerciale comune (articoli 110-113). Il mercato comune basato su quattro libertà fondamentali: libera circolazione delle persone, dei servizi, delle merci e dei capitali, che avrebbe dovuto realizzarsi in un periodo di dodici anni, in tre fasi successive (articolo 8). Solitamente con Trattato di Roma si indica, il solo trattato istitutivo della Comunità Economica Europea ma nella stessa data fu firmato anche il trattato EURATOM che, inizialmente, fu elaborato per coordinare i programmi di ricerca dei Paesi aderenti al fine di promuovere un uso pacifico dell’energia nucleare. Esso mira alla condivisione delle conoscenze, delle infrastrutture e del finanziamento dell’energia nucleare. Questo trattato non ha mai subito modifiche ed è attualmente in vigore. Solo il trattato costituzionale dell’UE prevede alcune modifiche, di natura finanziaria e istituzionale, da apportare al trattato Euratom nel “protocollo che modifica il trattato Euratom” allegato alla Costituzione.


1958 – 1° Parlamento europeo

Nel 1958 i membri dei sei paesi formano il primo parlamento che si riunisce a Strasburgo.


8 aprile 1965 Bruxelles: Viene firmato Trattato di fusione

Fino al 1965 la Corte di Giustizia e il Parlamento erano in comune tra CEE, CECA e EURATOM, mentre ognuna di queste tre Comunità aveva un Consiglio e una Commissione differenti. Tutti questi organi furono unificati con il Trattato di Bruxelles del 1965. Da questo momento in poi, nella coscienza, ma solo nella coscienza dei cittadini, esistette una sola Comunità. Ciò non comportava, tuttavia, un’unificazione della Comunità, ma soltanto che esse operassero come organo ora dell’una, ora dell’altra, cumulando in se le funzioni ad esse conferite da ciascuno dei tre Trattati. I Trattati CECA, CEE, EURATOM conferivano alle tre Comunità solo competenze limitate, ma gettarono le basi di una sovranità sovranazionale, giuridicamente indipendente, che in seguito è venuta precisando le sue caratteristiche soprattutto grazie ad alcune sentenze fondamentali della Corte di Giustizia delle Comunità europee. Fin dall’origine l’ordinamento giuridico comunitario si configurò come una formazione non riconducibile unicamente al diritto internazionale, anche perché i fondamenti giuridici dei Trattati racchiudevano le premesse di un’enorme dinamica d’integrazione.


1 gennaio 1973: entrano Danimarca, Irlanda e Regno Unito

Nel 1973, I successi dei Sei spinsero la Gran Bretagna, la Danimarca e l’Irlanda a unirsi ad essi al termine di difficili negoziati ai quali la Francia del generale De Gaulle oppose il suo veto a due riprese, nel 1961 e nel 1967.  Comincia ad affermarsi l’idea che a questo punto è necessario creare una moneta comune europea e il primo passo è rappresentato dalla creazione, nel 1978, del Sistema Monetario Europeo (SME), che entra in vigore nel Marzo 1979. Il suo scopo è quello di rendere stabili i cambi tra le monete dei paesi della CEE. Come unità monetaria si adotta l’ECU (European Currency Unit), ossia “Unità di Conto Europeo”.


7-10 giugno 1979 – Il Parlamento europeo viene eletto per la prima volta a suffragio universale

Per la prima volta i cittadini dell’UE eleggono direttamente i membri del Parlamento europeo, che in precedenza venivano designati dai parlamenti nazionali e Simone Veil, divenne il primo presidente donna a guidare il Parlamento Europeo. L’influenza del Parlamento da allora è in costante aumento.


1 gennaio 1981 da 9 a 10: entra la Grecia

L’Europa comincia ad espandersi sul versante meridionale. La Grecia diventa il decimo Stato membro dell’UE. Il paese ha potuto aderire all’UE dopo la caduta del regime militare e il ritorno alla democrazia nel 1974.


14 febbraio 1984: Il Parlamento europeo adotta a grande maggioranza il progetto di trattato che istituisce l’unione europea (progetto Spinelli)

Nel 1984 il Parlamento Europeo approva il progetto di trattato per l’Unione Europea, che prevede il trasferimento alla Comunità di varie competenze in materia di politica economica e finanziaria, di Sanità e di legislazione sociale, con la proposta di creare una vera unione politica. Nello stesso anno il movimento federalista, presente in quasi tutti i paesi d’Europa, propone un’unione fra tutti gli stati in un unico superstato, unione non solo economica ma anche politica e militare, tale da influenzare notevolmente le decisioni a livello mondiale. Tale proposta è però respinta dai Capi di Stato in sede di Consiglio Europeo in quanto ridurrebbe la sovranità dei singoli stati. Tuttavia si decide di creare, entro il 1992, un mercato unico europeo. Ormai, dal momento che i problemi di cui si occupa non sono più solo economici, non si parla più di Comunità Economica Europea (CEE), ma di Comunità Europea (CE).


1 gennaio 1986 da 10 a 12: entrano Spagna e Portogallo

Le adesioni della Spagna e del Portogallo hanno rafforzato il versante meridionale della Comunità, rendendo ancor più necessaria la realizzazione di programmi strutturali destinati a ridurre le disparità di sviluppo economico fra i Dodici. Contemporaneamente, la Comunità si è affermata sul piano internazionale consolidando i legami contrattuali stretti con i paesi del Mediterraneo meridionale e con i paesi dell’Africa, dei Caraibi e del Pacifico, associati grazie alle successive convenzioni di Lomé (1975-1989: Lomé I, II, III e IV).


1 Luglio 1987: entra in vigore l’Atto Unico Europeo

L’obiettivo più significativo dell’Atto Unico Europeo era la realizzazione entro il 30 dicembre 1992 del mercato interno unico, cioè di uno spazio senza frontiere, che assicurasse la libera circolazione di merci, persone, servizi e capitali: le persone possono stabilirsi dove credono, le imprese possono insediarsi ove trovano più convenienza, i capitali circolare senza ostacoli, i titoli di studio sono validi ed equiparati in tutti i paesi. Inoltre, l’Atto Unico Europeo ha come obiettivo la tutela dell’ambiente, la ricerca e lo sviluppo in campo tecnologico, l’armonizzazione delle norme riguardanti il lavoro.


9 novembre 1989: Caduta del Muro di Berlino

Una delle tappe fondamentali per la storia dell’integrazione europea è sicuramente quella del 9 novembre ’89. Il 9 novembre 1989, durante una conferenza stampa convocata per le 18, fu recapitata a Günter Schabowski  Membro del Politbuero del Partito Comunista e Ministro della Propaganda della DDR la notizia che tutti i berlinesi dell’Est avrebbero potuto attraversare il confine con un appropriato permesso, ma non gli furono date informazioni su come trasmettere la notizia. Dato che il provvedimento era stato preso poche ore prima della conferenza, esso sarebbe dovuto entrare in vigore nei giorni successivi, dando così il tempo di dare la notizia alle guardie di confine. Alle 18,53 il corrispondente Ansa da Berlino Est, Riccardo Ehrman, chiese da quando le nuove misure sarebbero entrate in vigore. Schabowski cercò inutilmente una risposta nella velina del Politburo, ma non avendo un’idea precisa, azzardò: “Per quanto ne so, immediatamente”. Decine di migliaia di berlinesi dell’Est avendo visto l’annuncio di Schabowski in diretta alla televisione, si precipitarono, inondando i confini e chiedendo di entrare in Berlino Ovest. Le sorprese e sopraffatte guardie di confine iniziarono a tempestare di telefonate i loro superiori, ma era ormai chiaro che non era più possibile rimandare indietro tale enorme folla vista la mancanza di equipaggiamenti atti a sedare un movimento di tali proporzioni. Furono allora costrette ad aprire le barriere e, visto il gran numero di berlinesi, nessun controllo sull’identità fu eseguito.


7 febbraio 1992: viene firmato il Trattato di Maastricht (Olanda)

Con il trattato di Maastricht che entra in vigore il 1 novembre 1993, nasce l’Unione Europea (UE). Il trattato è stato ratificato dai governi dei singoli paesi, cioè approvato dagli organi nazionali competenti. L’Italia lo ha ratificato il 29 novembre 1992. Con questo trattato vengono introdotti i cosiddetti Tre pilastri dell’Unione Europea: la “Comunità Europea” che riunisce tutti i trattati precedenti (CECA- Euratom e CEE) la Politica estera e di sicurezza comune (PESC) e la politica estera di sicurezza e difesa (PESD) la Cooperazione nei settori della giustizia e degli affari interni (CGAI) Con il Trattato di Maastricht i paesi aderenti, al fine di arrivare ad un’unione effettiva, hanno deciso:

  • la creazione di una moneta unica, l’EURO
  • la realizzazione della cittadinanza europea
  • che l’UE sia l’interlocutore in tutte le relazioni esterne per la difesa e la sicurezza comune.

Altre importanti norme introdotte con il Trattato di Maastricht furono: la procedura di codecisione nell’emanazione delle direttive; la tutela diplomatica; la possibilità di rivolgersi alle istituzioni europee in una delle lingue ufficiali degli stati membri; il diritto, per i cittadini comunitari, di petizione al Parlamento Europeo; l’istituzione del Mediatore Europeo ed il diritto, per i cittadini comunitari, di rivolgersi allo stesso.


1 gennaio 1995 da 12 a 15: entrano Austria, Finlandia e Svezia

Dal 1 gennaio 1995 entrano a far parte dell’Unione Europea Austria, Finlandia e Svezia. L’ingresso della Norvegia viene invece bloccato dall’esito negativo del referendum popolare. L’ingresso di questi nuovi paesi, se sotto il profilo strettamente commerciale apre la strada a un maggior sviluppo, in una visione geopolitica più ampia genera grandi differenze culturali, religiose ed etiche che esistono tra i paesi del Nord e quelli del Sud.


2 ottobre 1997: Firma del Trattato di Amsterdam

Il Trattato di Amsterdam, firmato dai quindici stati membri, riforma quello di Maastricht, ed entra in vigore il 1 maggio 1999, ha emendato i trattati UE e Ce ed ha introdotto un sistema di numerazione per gli articoli del trattato dell’Unione Europea (precedentemente designati con delle lettere). Il trattato di Amsterdam: si pone 4 grandi obiettivi

  1. porre l’occupazione e i diritti dei cittadini come punto focale dell’Unione;
  2. eliminare gli ultimi ostacoli alla libera circolazione e rafforzare la sicurezza;
  3. permettere all’Europa di esercitare maggiore influenza sulla scena mondiale;
  4. rendere più efficace l’architettura istituzionale dell’Unione in previsione degli allargamenti successivi.

Con Il Trattato di Amsterdam vengono introdotte le seguenti novità:

  • un sistema di numerazione per gli articoli del trattato dell’Unione Europea (precedentemente designati con delle lettere);
  • formalizzazione e regolamentazione della cosiddetta “cooperazione rafforzata;
  • incorporamento degli Accordi di Schengen nel cosiddetto “terzo pilastro”;
  • introduzione dell’occupazione nel “primo pilastro”;
  • inserimento dell'”Accordo Sociale” nel “primo pilastro”.

15 marzo 1999: dimissioni in blocco della Commissione Santer

La Commissione Santer è stata la Commissione Europea in carica dal 1995 al 15 marzo 1999, quando ebbe chiaro che le sarebbe mancata la fiducia del Parlamento per la gestione del bilancio comunitario in quanto accusata di corruzione, abuso di potere e frode, presentò le sue dimissioni in blocco (l’unica nella storia Ue).  Uomo politico lussemburghese, Jacques Santer è stato esponente del Partito cristiano sociale, ne fu segretario generale (1972-74), quindi presidente (1974-82). Deputato dal 1974 al 1979, fu ministro delle Finanze, del Lavoro e della Sicurezza sociale (1979-84); primo ministro dal 1984 al 1994, ha adottato una politica orientata allo sviluppo del libero mercato. Parlamentare europeo dal 1999 al 2004. Nel gennaio del 1995 ha assunto la carica di presidente della Commissione dell’Unione Europea.


14 novembre 2000 Consiglio Europeo di Nizza proclama solennemente la Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea

Il Consiglio Europeo di Nizza ha solennemente proclamato la Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea il 14 novembre 2000. Giunge così a termine il processo avviato nel giugno del 1999 quando, in occasione del Consiglio Europeo di Colonia, si decise di dare mandato ad un organo chiamato Convenzione di redigere il progetto di Carta. Inoltre ha ottenuto un altro grande risultato: la proclamazione della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, che ha definito un gruppo di diritti e di libertà di eccezionale rilevanza che fossero garantiti a tutti i cittadini dell’Unione. La Carta enuncia i diritti e i principi che dovranno essere rispettati dall’Unione e i valori fondamentali dell’Unione: Dignità, Libertà, Uguaglianza, Solidarietà, Cittadinanza, Giustizia.


26 febbraio 2001: viene firmato Il Trattato di Nizza

Il Trattato di Nizza, entrato in vigore il 1° febbraio 2003, ha ulteriormente modificato i trattati UE e Ce apportando cambiamenti a livello del funzionamento delle istituzioni dell’Unione Europea e introducendo come regola generale, al posto del voto all’unanimità, il voto a maggioranza qualificata per molti settori del processo decisionale dell’Unione. anche se nei settori più importanti alcuni paesi hanno mantenuto il proprio diritto di veto: il Regno Unito per il fisco e la sicurezza sociale, la Germania per l’asilo e l’immigrazione (almeno fino al 2004), la Spagna per i fondi strutturali, la Francia per l’audiovisivo.

In seguito al trattato di Nizza, il numero di voti attribuito a ciascun paese nel seno del Consiglio europeo è stato riponderato, in particolare per i paesi più popolosi, affinché la legittimità delle decisioni del Consiglio possa essere mantenuta in termini di rappresentatività demografica. Con decorrenza dal 1° novembre 2004, e in seguito dell’allargamento dell’Unione, la maggioranza qualificata è raggiunta quando sono riuniti 232 voti su 321 e la decisione ottiene il voto favorevole della maggioranza degli Stati membri. Inoltre, ciascuno Stato membro può chiedere che sia verificato se la maggioranza qualificata comprenda almeno il 62% della popolazione totale dell’Unione. In caso contrario, la decisione non è adottata.


1 gennaio 2002: l’Euro è la moneta unica in 12 paesi dell’UE

I biglietti e le monete in euro entrano in circolazione nei dodici paesi membri: Austria, Belgio, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Portogallo e Spagna. Anche se oggi sono in molti a rinnegarlo,questo evento era considerato da tutti come un’utopia, in tanti, quando si parlava di moneta unica dicevano”ma io in tasca ho la lira”.


28 Febbraio 2002: seduta Inaugurale della Convenzione Europea per la preparazione del Trattato Costituzionale

Dopo che al Consiglio europeo di Laeken (14/15 dicembre 2001) viene adottata una “dichiarazione sul futuro dell’Unione europea” che impegna l’Unione a diventare più democratica, più trasparente e più efficiente e ad aprire la via verso una costituzione in grado di rispondere alle attese dei cittadini europei, viene convocata una Convenzione europea, per la preparazione del Trattato Costituzionale. Per la prima volta l’elaborazione delle proposte di riforma è affidata ad una Convenzione composta da 105 membri in rappresentanza delle principali istituzioni nazionali e comunitarie (Parlamenti e Governi nazionali, Commissione europea e Parlamento europeo). Il Consiglio europeo di Laeken ha nominato Presidente della Convenzione, Valery Giscard d’Estaing (Francia) e i due Vicepresidenti, Giuliano Amato (Italia) e Jean Luc Dehaene (Belgio).


10 luglio 2003: Conclusione dei lavori per la preparazione del Trattato Costituzionale

La Convenzione europea a conclusione dei suoi lavori trasmette al Consiglio Europeo di Salonicco (Grecia) il Progetto di trattato che istituisce una “COSTITUZIONE PER L’EUROPA”.  Il progetto di Costituzione dell’EU viene accolto con favore come una buona base per gli imminenti negoziati sul futuro dell’Europa. Il 18 luglio 2003 Valery Giscard d’Estaing, Presidente della Convenzione sul futuro dell’Europa, accompagnato dai due Vicepresidenti, G. Amato e JL. Dehaene, ha consegnato ufficialmente alla Presidenza italiana del Consiglio europeo, a nome della Convenzione, il progetto completo di un trattato che istituisce una Costituzione per l’Europa.


1 maggio 2004 da 15 a 25: entrano a far parte dell’UE altri 10 paesi

Il primo maggio 2004 sono entrati a fare parte dell’UE altri dieci paesi che hanno portato a 25 i membri dell’Unione: Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca, Estonia, Lituania, Lettonia, Slovenia, Slovacchia, Malta e Cipro. Si tratta di stati che poco più di un decennio fa facevano parte del Patto di Varsavia o erano repubbliche dell’ex Unione Sovietica.  L’Unione europea dei 25 Paesi costituirà il più esteso blocco commerciale del mondo ed il suo mercato unico conterà 500 milioni di cittadini. Si moltiplicheranno le prospettive di crescita economica nei nuovi stati membri e anche negli altri si apriranno nuovi sbocchi economici.


29 ottobre 2004: ratifica del Trattato Costituzionale

A Roma, il 29 ottobre 2004, i capi di Stato o di governo dei 25 Stati membri e degli allora 3 paesi candidati Bulgaria, Romania e Turchia, e con La Croazia che ha partecipato in veste di osservatore, nella stessa Sala degli Orazi e Curiazi in Campidoglio dove Il 25 marzo 1957 vennero firmati i trattati di Roma (trattati CEE ed EURATOM), hanno firmato il trattato che istituisce una Costituzione per l’Europa.  Il trattato potrà entrare in vigore soltanto quando sarà stato adottato da ciascuno dei paesi firmatari o per via «parlamentare» o per la via «referendaria»secondo le proprie procedure costituzionali.


29 maggio e 1 giugno 2005: Francia e Olanda dicono no alla Costituzione

Il 29 maggio e il 1 giugno 2005 nei referendum in Francia e nei Paesi Bassi, la maggioranza degli elettori ha votato “no” al testo della Costituzione. I “no” ai referendum di Francia e Paesi Bassi non significano l’abbandono del processo di ratifica della Costituzione, che prosegue pertanto il suo percorso.  A fronte di questi risultati, il Consiglio europeo del 16 e 17 giugno 2005 ha ritenuto la scadenza del 1º novembre 2006, che era stata inizialmente prevista per l’entrata in vigore della Costituzione, non più perseguibile, in quanto gli Stati che non hanno ancora ratificato il trattato non saranno in grado di fornire una buona risposta prima della metà del 2007. Tutti gli Stati membri, che abbiano o non abbiano ratificato la Costituzione, si sono così presi una pausa di riflessione, da utilizzare anche per dibattiti e chiarimenti. Il processo di ratifica da parte degli Stati membri non è stato dunque abbandonato.


1 Gennaio 2007 da 25 a 27: entrano a far parte dell’UE Bulgaria e Romania – La Slovenia entra a far parte dell’Eurozona

Altri due paesi dell’Europa dell’Est, la Bulgaria e la Romania, entrano a far parte dell’UE, facendo salire così il numero degli Stati membri a 27. I paesi candidati all’adesione sono ora la Croazia, la Macedonia e la Turchia. A partire dal 1 gennaio di quest’anno, la Slovenia ha abbandonato il tallero per adottare l’euro diventando il 13° membro della zona euro. Dei dieci nuovi Stati membri che hanno aderito all’Unione europea il 1° maggio 2004, la Slovenia è il primo ad introdurre la moneta unica europea.


13 Dicembre 2007: Firma del Trattato di Lisbona

I 27 Paesi dell’UE firmano il Trattato di Lisbona, che reca modifica dei Trattati precedenti. Esso è inteso a rendere l’UE più efficiente e trasparente, e quindi in grado di far fronte alle sfide globali quali il cambiamento climatico, la sicurezza e lo sviluppo sostenibile. Prima dell’entrata in vigore, che si auspica prima delle prossime elezioni al Parlamento europeo nel giugno del 2009, il trattato dovrà essere ratificato da tutti i 27 Stati membri.


1 Gennaio 2008: In 15 ad usare l’euro

A partire dal 1 gennaio di quest’anno, la Cipro e Malta hanno abbandonato le loro vecchie monete per adottare l’euro diventando il 14° e il 15° membro della zona euro.


Settembre 2008

Una grave crisi finanziaria investe l’economica mondiale. I problemi hanno inizio con i mutui ipotecari negli Stati Uniti. Anche diverse banche europee incontrano difficoltà. La crisi porta a una più stretta collaborazione in campo economico tra i paesi dell’UE.


1 Gennaio 2009

La Slovacchia adotta l’euro, diventando il 16° paese a far parte dell’area dell’euro


26 Marzo 2010

Durante un vertice del Consiglio europeo a Bruxelles, i capi di Stato e di governo dell’UE  adottano gli obiettivi di Europa 2020 e tutti e 16 i paesi dell’area dell’euro approvano un piano per aiutare la Grecia a risolvere il problema del deficit.


1 Gennaio 2011

L’Estonia adotta l’euro, diventando il 17° paese a far parte dell’area dell’euro


18 Gennaio 2011: Si apre il primo “semestre europeo”

un ciclo semestrale di coordinamento delle politiche economiche dei paesi dell’UE allo scopo di prevenire crisi economiche come quella del 2008-10. Ma in cosa consiste il cosiddetto “semestre europeo”? Tutti gli Stati membri si sono impegnati a realizzare gli obiettivi di Europa 2020 e li hanno tradotti in obiettivi e in politiche di stimolo della crescita a livello nazionale. Ma solo coordinando e riunendo gli sforzi individuali di tutti i paesi si riuscirà a produrre l’impatto voluto sulla crescita. È per questo che la Commissione europea ha istituito un ciclo annuale di coordinamento delle politiche economiche detto “semestre europeo”. Nel corso dei primi sei mesi di ogni anno i governi nazionali sono tenuti ad informare la Commissione allo stesso tempo sui progressi registrati con:

Durante questo semestre la Commissione può offrire un orientamento politico e formulare raccomandazioni ai governi prima della definizione dei bilanci nazionali. Ciò consentirà agli Stati membri di coordinare meglio le loro politiche economiche e di beneficiare di una strategia economica europea comune, pur mantenendo la possibilità di adattare le politiche alla loro situazione nazionale.  Aiuterà anche l’UE a valutare per tempo gli sviluppi nazionali, in modo che possano essere presi in considerazione in ulteriori cicli di coordinamento. Il semestre europeo inizia con la pubblicazione dell’analisi annuale della crescita.


22 Gennaio 2012: la Croazia dice si all’adesione all’UE

I croati votano “sì” in un referendum sull’adesione all’UE, spianando la strada all’ingresso del paese nell’Unione europea come 28mo paese membro il 1° luglio 2013.


8 ottobre 2012: entra in vigore il trattato che istituisce il meccanismo europeo di stabilità (MES)

In occasione di una riunione informale del Consiglio europeo, il 30 gennaio 2012, tutti i paesi dell’UE (ad eccezione della Repubblica ceca e del Regno Unito) votano un nuovo trattato sulla stabilità, il coordinamento e la governance nell’unione economica e monetaria. L’obiettivo del trattato è rafforzare la disciplina di bilancio mediante sanzioni automatiche e controlli più rigorosi e, in particolare, mediante la “regola del pareggio di bilancio”. Il trattato viene firmato il 2 febbraio ed entra in vigore l’8 ottobre 2012.


10 dicembre 2012: all’UE il Nobel per la Pace 

L’Unione europea riceve a Oslo il premio Nobel per la pace 2012. Il premio riconosce il ruolo svolto dall’UE da oltre sessanta anni per promuovere la pace e la riconciliazione, la democrazia e i diritti umani.. 


1 luglio 2013 da 27 a 28: entra la Croazia

La Croazia diventa il 28° Stato membro dell’UE.


1 luglio 2014

L’Italia assume la presidenza semestrale di turno del Consiglio dell’UE..


luglio 2014

Il 1 luglio gli eurodeputati rieleggono il socialista tedesco Martin Schulz alla carica di presidente del Parlamento europeo per un secondo mandato di due anni e mezzo. Il 15 luglio Il Parlamento europeo elegge Jean-Claude Juncker nuovo presidente della Commissione europea.